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Atti Persecutori e Social Network: La Responsabilità Penale per le Molestie Digitali

  • Writer: Avvocato Gianluigi Marino
    Avvocato Gianluigi Marino
  • 1 day ago
  • 3 min read

La diffusione dei social network ha trasformato profondamente le modalità di comunicazione, ma ha anche aperto nuove strade per comportamenti illeciti, come gli atti persecutori online. Questi fenomeni, noti anche come stalking digitale, rappresentano un problema serio che coinvolge il diritto penale. Questo articolo analizza le linee generali della responsabilità penale legata agli atti persecutori sui social network, con particolare attenzione ai contatti indesiderati, alle pubblicazioni moleste e alle molestie digitali.


Vista ravvicinata di uno smartphone con notifiche di messaggi indesiderati su un'app di social network
Messaggi indesiderati e molestie digitali sui social network

Cosa Sono gli Atti Persecutori Online


Gli atti persecutori, disciplinati dall'articolo 612-bis del Codice Penale italiano, si configurano quando una persona compie condotte reiterate che causano alla vittima un perdurante stato di ansia, paura o timore per la propria incolumità o per quella di un familiare. Nel contesto dei social network, queste condotte possono manifestarsi attraverso:


  • Invio ripetuto di messaggi indesiderati o minacciosi

  • Pubblicazione di contenuti diffamatori o lesivi della privacy

  • Monitoraggio ossessivo delle attività online della vittima

  • Creazione di profili falsi per molestare o diffamare


La legge non distingue tra molestie fisiche e digitali: ciò che conta è l’effetto persecutorio e il disagio provocato alla persona offesa.


Il Profilo Penale delle Molestie Digitali


Dal punto di vista penale, la persecuzione online si configura come un reato a tutti gli effetti. La giurisprudenza ha riconosciuto che la reiterazione di contatti molesti tramite social network può integrare il reato di stalking. Perché ciò avvenga, è necessario che:


  • Le condotte siano ripetute nel tempo

  • Siano tali da ingenerare nella vittima uno stato di ansia o paura

  • Siano dirette a ledere la libertà personale o la serenità della vittima


Un esempio concreto riguarda il caso di un soggetto che invia quotidianamente messaggi minacciosi su Facebook o Instagram, oppure che pubblica foto o commenti offensivi con l’intento di danneggiare la reputazione della vittima.


Contatti Indesiderati e Pubblicazioni Moleste


I social network facilitano la comunicazione, ma anche la diffusione di contenuti molesti. Tra le condotte più comuni si trovano:


  • Messaggi privati o commenti insistenti e non richiesti

  • Diffusione di immagini o video senza consenso

  • Creazione di post o gruppi che prendono di mira la vittima

  • Diffamazione attraverso la pubblicazione di false informazioni


Questi comportamenti possono integrare non solo il reato di atti persecutori, ma anche altre fattispecie come la diffamazione (art. 595 c.p.) o la violazione della privacy (art. 167 del Codice della Privacy).


La Prova e l’Intervento delle Autorità


Per procedere penalmente, è fondamentale raccogliere prove concrete delle molestie digitali. Queste possono includere:


  • Screenshot di messaggi o post molesti

  • Registrazioni di conversazioni

  • Testimonianze di terzi

  • Segnalazioni agli amministratori dei social network


Le forze dell’ordine possono intervenire su segnalazione della vittima, avviando indagini per identificare l’autore degli atti persecutori. In caso di pericolo imminente, il giudice può disporre misure cautelari come il divieto di avvicinamento.


Cosa Fare se Si Subiscono Atti Persecutori Online


Chi si trova vittima di molestie digitali deve agire tempestivamente. Ecco alcuni consigli pratici:


  • Non rispondere ai messaggi molesti per evitare di alimentare il comportamento persecutorio

  • Salvare tutte le prove delle molestie

  • Segnalare i contenuti molesti ai gestori del social network

  • Rivolgersi a un avvocato penalista per valutare l’azione legale

  • Presentare una denuncia alle autorità competenti


La tutela penale è uno strumento efficace per fermare le persecuzioni e garantire la sicurezza della vittima.


La Responsabilità Penale e le Sanzioni


Chi commette atti persecutori online rischia sanzioni penali severe. La legge prevede:


  • Pena detentiva fino a sei anni

  • Sanzioni pecuniarie

  • Misure restrittive come il divieto di avvicinamento o comunicazione con la vittima


In presenza di aggravanti, come la minaccia di violenza o la recidiva, le pene possono aumentare. È importante sottolineare che la responsabilità penale si estende anche a chi utilizza profili falsi o strumenti digitali per compiere molestie.



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