Atti Persecutori e Social Network: La Responsabilità Penale per le Molestie Digitali
- Avvocato Gianluigi Marino

- 1 day ago
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La diffusione dei social network ha trasformato profondamente le modalità di comunicazione, ma ha anche aperto nuove strade per comportamenti illeciti, come gli atti persecutori online. Questi fenomeni, noti anche come stalking digitale, rappresentano un problema serio che coinvolge il diritto penale. Questo articolo analizza le linee generali della responsabilità penale legata agli atti persecutori sui social network, con particolare attenzione ai contatti indesiderati, alle pubblicazioni moleste e alle molestie digitali.

Cosa Sono gli Atti Persecutori Online
Gli atti persecutori, disciplinati dall'articolo 612-bis del Codice Penale italiano, si configurano quando una persona compie condotte reiterate che causano alla vittima un perdurante stato di ansia, paura o timore per la propria incolumità o per quella di un familiare. Nel contesto dei social network, queste condotte possono manifestarsi attraverso:
Invio ripetuto di messaggi indesiderati o minacciosi
Pubblicazione di contenuti diffamatori o lesivi della privacy
Monitoraggio ossessivo delle attività online della vittima
Creazione di profili falsi per molestare o diffamare
La legge non distingue tra molestie fisiche e digitali: ciò che conta è l’effetto persecutorio e il disagio provocato alla persona offesa.
Il Profilo Penale delle Molestie Digitali
Dal punto di vista penale, la persecuzione online si configura come un reato a tutti gli effetti. La giurisprudenza ha riconosciuto che la reiterazione di contatti molesti tramite social network può integrare il reato di stalking. Perché ciò avvenga, è necessario che:
Le condotte siano ripetute nel tempo
Siano tali da ingenerare nella vittima uno stato di ansia o paura
Siano dirette a ledere la libertà personale o la serenità della vittima
Un esempio concreto riguarda il caso di un soggetto che invia quotidianamente messaggi minacciosi su Facebook o Instagram, oppure che pubblica foto o commenti offensivi con l’intento di danneggiare la reputazione della vittima.
Contatti Indesiderati e Pubblicazioni Moleste
I social network facilitano la comunicazione, ma anche la diffusione di contenuti molesti. Tra le condotte più comuni si trovano:
Messaggi privati o commenti insistenti e non richiesti
Diffusione di immagini o video senza consenso
Creazione di post o gruppi che prendono di mira la vittima
Diffamazione attraverso la pubblicazione di false informazioni
Questi comportamenti possono integrare non solo il reato di atti persecutori, ma anche altre fattispecie come la diffamazione (art. 595 c.p.) o la violazione della privacy (art. 167 del Codice della Privacy).
La Prova e l’Intervento delle Autorità
Per procedere penalmente, è fondamentale raccogliere prove concrete delle molestie digitali. Queste possono includere:
Screenshot di messaggi o post molesti
Registrazioni di conversazioni
Testimonianze di terzi
Segnalazioni agli amministratori dei social network
Le forze dell’ordine possono intervenire su segnalazione della vittima, avviando indagini per identificare l’autore degli atti persecutori. In caso di pericolo imminente, il giudice può disporre misure cautelari come il divieto di avvicinamento.
Cosa Fare se Si Subiscono Atti Persecutori Online
Chi si trova vittima di molestie digitali deve agire tempestivamente. Ecco alcuni consigli pratici:
Non rispondere ai messaggi molesti per evitare di alimentare il comportamento persecutorio
Salvare tutte le prove delle molestie
Segnalare i contenuti molesti ai gestori del social network
Rivolgersi a un avvocato penalista per valutare l’azione legale
Presentare una denuncia alle autorità competenti
La tutela penale è uno strumento efficace per fermare le persecuzioni e garantire la sicurezza della vittima.
La Responsabilità Penale e le Sanzioni
Chi commette atti persecutori online rischia sanzioni penali severe. La legge prevede:
Pena detentiva fino a sei anni
Sanzioni pecuniarie
Misure restrittive come il divieto di avvicinamento o comunicazione con la vittima
In presenza di aggravanti, come la minaccia di violenza o la recidiva, le pene possono aumentare. È importante sottolineare che la responsabilità penale si estende anche a chi utilizza profili falsi o strumenti digitali per compiere molestie.
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