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Diritto penale della famiglia: panoramica.

  • Writer: Avvocato Gianluigi Marino
    Avvocato Gianluigi Marino
  • Nov 6
  • 3 min read

Updated: Nov 21

Il diritto penale della famiglia rappresenta un settore cruciale del sistema giuridico italiano poiché tutela i rapporti più intimi e delicati tra le persone.

E le persone, salvo casi del tutto eccezionali (suore di clausura et similia), vivono in relazione tra loro.

Comprendere dunque quali siano i limiti penalmente rilevanti dei comportamenti endo-relazionali è fondamentale per il 99% della cittadinanza.


Vista frontale di una casa familiare con giardino curato

Quali reati?


Il diritto penale della famiglia si occupa di reati specifici che coinvolgono soggetti legati da vincoli di parentela, coniugio (matrimonio), convivenza e da vincoli affettivi in generale (fidanzato e fidanzata, amante e amante etc etc).

Lo scopo della tutela penale, che è la tutela più forte assicurata dalla legge mediante sanzioni che possono arrivare alla privazione della libertà (reclusione), è quello di garantire il pieno rispetto della integrità fisica e psichica e delle dignità e della serenità delle persone che vivono nelle relazioni.


Alcuni reati tipici e più comuni sono i seguenti.


  • Maltrattamenti in famiglia art. 572 codice penale.

Questo reato riguarda comportamenti abituali vessatori, fisici o psicologici, posti in essere da un membro della famiglia (o di un rapporto di convivenza o comunque di reciproca assistenza) nei confronti di un altro che venga quindi a trovarsi in situazione di sofferenza costante.

La pena base va dai tre ai sette anni di reclusione.


  • Abbandono di minori o incapaci art 591 codice penale

Questo reato (per quanto qui interessa) prevede la pena della reclusione da 6 mesi a 5 anni per chiunque (genitore, tutore, baby sitter etc etc) abbandoni a sè stesso per un ragionevole lasso di tempo un minore degli anni quattordici del quale abbia la custodia.


  • Sottrazione di minori art 574 codice penale

Questo reato sanziona con la reclusione da 1 a 3 anni chiunque (anche l'altro genitore) sottragga un minore degli anni 14 al genitore o a chi ne abbia la custodia per un ragionevole lasso di tempo.


  • Violazione degli obblighi economici di assistenza familiare art. 570, comma 2, n.2, cp

Questo reato riguarda chi fa mancare i mezzi di sussistenza al figlio minore o al coniuge omettendo i dovuti versamenti di carattere economico.

La pena va è quella della reclusione fino a 1 anno o della multa fino a 1032 euro.


  • Stalking art 612 bis codice penale

    Questo reato concerne le condotte reiterate di molestie e minacce che assumano la caratteristica di essere persecutorie e che inducano nella vittima ansia, paura o mutamento delle abitudini di vita.

    La pena è quella della reclusione da 1 anno a 6 anni e 6 mesi.


Come orientarsi tra norme e prassi


Orientarsi nel diritto penale della famiglia implica una conoscenza approfondita delle fonti normative e delle prassi applicative e in particolare di:


  • Codice Penale

Contiene le disposizioni generali e specifiche sui reati legati alle relazioni personali


  • Leggi penali speciali

Come la legge 154/2001 sulla protezione dei minori, o la legge 69/2019 c.d. 'legge sul codice rosso'


  • Codice Civile

Anche se riguarda più i rapporti civili, è importante per comprendere i doveri e i diritti familiari.


  • Giurisprudenza

Le sentenze dei tribunali, delle corti di appello e della corte di cassazione chiariscono l’interpretazione delle norme e aiutano a comprendere come si applicano nella realtà.


  • Prassi operativa

Le procedure adottate da polizia, magistratura e servizi sociali influenzano l’efficacia degli interventi.


Per chi si trova coinvolto in situazioni di conflitto relazionale e familiare che abbiano, purtroppo, delle implicazioni penali è fondamentale rivolgersi ad avvocati esperti nella materia e che abbiano anche la giusta sensibilità umana.


E' altresì utile sapere che per svariati reati (in primis maltrattamenti e stalking) è previsto sempre e automaticamente il beneficio del 'gratuito patrocinio' per le donne vittime, a prescindere dal reddito delle stesse.


In linea generale, invece, tutti i soggetti (vittime e 'carnefici') che abbiano conseguito, unitamente ai propri conviventi, un reddito inferiore a 13.659 euro nell'anno precedente a quello in cui necessitano di un avvocato hanno sempre diritto al 'gratuito patrocinio'.



Vista dall’alto di una famiglia che discute seduta attorno a un tavolo


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